Recensione de “VI SENTO -L’ARTE DI AMEDEO MODIGLIANI” di Diego Luschi

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Titolo: ‘’Vi sento – l’arte di Amedeo Modigliani”
Autore ‘’Diego Luschi’’
Casa editrice: Viola Editrice
Anno di pubblicazione: 2020
Pagine: 152

Carissimi lettori eccomi di ritorno con una nuova recensione!
Oggi vi parlerò di un libro breve ma che è riuscito a colpirmi nel profondo e che ho divorato nel giro di pochissimo tempo: si tratta di ‘’Vi sento – l’arte di Amedeo Modigliani’’ di Diego Luschi, edito da Viola Editrice.
L’autore narra una parte della vita del grande pittore Modigliani, ben noto a tutti noi, appassionati o meno, come uno dei grandi artisti del secolo scorso, un’eccellenza tutta italiana di cui i libri di storia dell’arte dedicano fitte pagine.
Il periodo di tempo narrato è relativamente breve, pochi anni della vita di Modigliani a Parigi, con qualche scorcio sul passato e un sottile insito presagio della sua futura fine.
Potrebbe sembrare semplice infilarsi nei panni di un personaggio storico e cercare di comprenderne stile di vita, emozioni e modi di essere, semplice perché nessuno può in realtà conoscere l’intima natura umana, e quello che ci viene trasmesso non è altro che storia, scritta nero su bianco, talvolta narrata da voci terze. Ebbene, può sembrare facile, ma non lo è per niente.
Diego Luschi ha saputo calarsi perfettamente, quasi come un attore di palcoscenico, nei panni di Modigliani e dare voce alla sua voce, dare vita ai suoi pensieri, dare sfogo alle sue emozioni, condividere con lui l’eterna lotta tra lucidità e passione, tra tormento ed esaltazione, soffrire con lui della malattia e della nostalgia delle figure fondamentali del suo passato. Ha saputo condividere, ma soprattutto esprimere il calvario di un artista che non è riuscito a comprendersi fino in fondo, che ha cercato la strada per fare della sua arte la più grande testimonianza di ciò che era veramente, qualcuno in grado di sentire, di sentire veramente, di percepire qualcosa di più oltre il velo, oltre la vita quotidiana, oltre i volti e i colori della normalità.
L’autore accompagna Modigliani, lo fa vivere nel cruccio dei ricordi di un ragazzino che studiava arte ma che si distingueva dalle pennellate di paesaggi tutti uguali, che doveva trovare la sua strada, la sua valvola, il suo modus, qualcosa che nessun’altro aveva. Nessun’altro, se non suo nonno, una figura immensa e presente, anche dopo la morte, dentro di lui.
E solo alla fine, su quello che pare il suo capezzale, quando ormai negli occhi degli amici si riflette la paura di quel sottile filo che lo lega alla vita, dipinge ancora una volta, dipinge con il furore che l’ha sempre accesso d’improvviso, con la commozione di un pittore che sa finalmente cosa esprimere, cosa vedere, cosa sentire.
E lo capisce, lo sente, dentro di sé, lo percepisce, quello che lui solo può fare: ‘ vi sento’.
Con uno stile di scrittura lineare, semplice e per niente vezzoso, il libro scivola via tra le dita senza il tempo di potersene accorgere.
Un libro che mi sento caldamente di raccomandare: poco importa se non avete mai saputo niente di Modigliani, dopo averlo letto, correrete a cercare la corrispondenza delle sue opere ovunque, dai vecchi libri di arte del liceo o universitari, o tramite internet per i più voraci.
Sapere cosa c’è dietro un’opera, la rende unica ed improvvisamente, sacra e viva.
Consigliatissimo.
Vostra, I.

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