Recensione di “CONCERTO PER ORCHESTRA STONATA” di Emiliano Moccia

Prodotto fornito da Edizioni Fogliodivia

! ! ! Acquistando questo libro contribuirai a sostenere le attività di accoglienza del dormitorio per senzafissadimora allestito nella parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori di Foggia.

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“Per salvarsi hanno solo una possibilità: impugnare gli strumenti musicali ed affidarsi ai loro talenti. Quelli che nessuno vede, che sono ancora nascosti, che ciascuno di noi fatica a riconoscere.”

 

Titolo: Concerto per orchestra stonata

Autore: Emiliano Moccia

Genere: Narrativa

Editore: Edizioni Fogliodivia

Anno pubblicazione: 2018

Pagine: 112

Formato: cartaceo

Prezzo: 12 €

Link d’acquisto: https://edizionifogliodivia.wordpress.com/2018/07/05/in-uscita-concerto-per-orchestra-stonata-di-emiliano-moccia/

 

Buongiorno carissimi lettori,

oggi finalmente vi pubblico la tanto attesa recensione di “Concerto per Orchestra stonata” di Emiliano Moccia, edito Edizioni Fogliodivia.

Emanuele è un giovane uomo inghiottito dalla vita e dalla società, che ha perso il sogno e la speranza di diventare un grande compositore di musica classica, riducendosi a dover vivere in strada, nella sporcizia e nell’emarginazione totale. Tuttavia una notte gli appare in sogno il maestro Umberto Giordano, noto compositore, che gli scrive sulla lavagna delle note musicali. È così che si rivolge al professor Alessandro Bertelli, ex professore di musica del Conservatorio di Foggia divenuto in seguito a sua volta un clochard, e questi gli rivela che il Maestro gli ha fatto un dono, perché si tratta di un’opera inedita. Sarà da questo momento che partirà il folle progetto del professor Alessandro, di riunire dei musicisti per poter comporre un’orchestra, denominata “L’Orchestra delle beffe”,  in grado di poter eseguire l’opera inedita. Musicisti che vengono selezionati proprio in strada,dove vivono, tra il puzzo acre di piscio e l’immondizia:

-un rumeno, ex lavoratore sfruttato;

-una prostituta;

-un folle.

Ma cos’hanno in comune questi personaggi? Qual è il filo rosso che li lega?

I sogni infranti.

La strada.

La musica.

Sarà proprio grazie al professore, l’unico a non aver perso la speranza e l’ottimismo, che riusciranno a darsi un’ultima possibilità di riscatto sociale, un’ultima occasione che forse sarà in grado di cambiargli la vita, ma che sicuramente gli ha già restituito la forza di credere ancora in se stessi.

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“Entrare nella storia di una persona che non si conosce è un  viaggio misterioso. Ma mettersi in cammino per scoprirlo, è l’unica possibilità che rimane per sconvolgere pregiudizi e paure, per spiazzare giudizi e diffidenze.”

Un libro molto breve e ben scritto, in modo semplice e diretto, ma è con la semplicità che si arriva al cuore. Una storia reale con qualche elemento surreale, che ritrae uno stralcio di vita che, purtroppo, è comune a molti uomini. Credo che l’autore abbia saputo toccare con delicatezza un tema sociale molto grave. A chi non è mai capitato di incontrare un clochard ed essersene allontanato per l’odore insopportabile o semplicemente per paura, paura del diverso? Eppure sfogliando queste pagine vive si vorrebbe essere lì insieme ai protagonisti, capire, aiutarli e conoscere più da vicino le loro storie. Cos’è che porta un essere umano a vivere senza un riparo, senza cibo, senza igiene e senza calore umano?  Sicuramente c’è chi vive così per assecondare una scelta di vita. Ma nella maggior parte dei casi si tratta di una scelta forzata. E allora mi chiedo, come possiamo essere impassibili e rimanere inerti davanti a tutto ciò?

Una narrazione che permette di riflettere e di ricordare a noi emarginaNti che dietro quegli emarginati ci sono prima di tutto uomini col peso della vita addosso, ma soprattutto che si tratta di persone, che erano piene di vita e speranza proprio esattamente come noi.

E voi, l’avete letto? Avete intenzione di approfondire questa lettura? Qual è la vostra opinione sul tema?

Come sempre, spero di potermi confrontare con voi!!!

Intanto vi mando un abbraccio,

Vostra,

Chiara

EMILIANO MOCCIA è nato a Foggia il 22 giugno 1975. Giornalista professionista, si occupa di sociale e di immigrazione. E’ volontario dell’associazione “Fratelli della Stazione”, impegnata nell’attività di accoglienza di poveri e migranti. Ha scritto i libri di racconti “Il pagliaccio brontolone” “Foglio per due”, ed i romanzi “Non fuggo da Foggia… almeno per ora!”“L’ultimo che c’è”, e la raccolta di storie “Binario Zero. Storie da foglio di via”.

 

LO SAPEVI CHE…

EDIZIONI FOGLIODIVIA è una casa editrice nata dalla polvere, dalla strada, dalla voglia di continuare a raccontare storie. Come quelle che dal 2005 vengono narrate su “FogliodiVia”, il giornale di strada dalla parte dei poveri e distribuito dai senzafissadimora di Foggia. Una piccola occasione di reddito, di riscatto, di condivisione. Storie, racconti, aneddoti, appunti. Storie stropicciate, emarginate, insolite, di frontiera. Storie strane, ironiche, divertenti, amare, grottesche, seducenti, interculturali, sfigate, appassionate. Romanzi, racconti, diari. Scritti rapidi, veloci, da leggere in poco tempo.

Edizioni fogliodivia vuole essere tutto questo.

 

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