Recensione de “IL SENSO DELLA COLPA” di Daniel Di Benedetto

 

dark zone

 

 

Titolo: Il senso della colpa

Autore: Daniel Di Benedetto

Genere: Noir

Editore: Dark Zone edizioni

Anno pubblicazione: 2018

Pagine: 194

Formato: cartaceo

Prezzo: 12.90 €

Link d’acquisto: http://www.dark-zone.it/prodotto/senso-della-colpa/

 

“Non la vedevo in giro da almeno sei mesi. E adesso me la ritrovo qui. Nuda come non l’avevo mai vista e bella come ho sempre saputo fosse. Distesa. Dormiente. Per sempre. Senza possibilità di risveglio.”

Buongiorno carissimi, e Buon Anno a tutti (in ritardo)! Finalmente siamo tornate, con una nuova recensione. Si tratta di un giallo psicologico: “Il senso della colpa” di Daniel Di Benedetto.

Periferia di Torino.

Un motel.

Il cadavere di una giovane donna, nuda e riversa sul letto.

Un morte avvenuta in circostanze misteriose.

Una chiamata anonima.

Giuseppe Occhipinti, maresciallo a capo delle indagini, ben presto farà un’amara scoperta: la vittima è una persona a cui è molto legato: Anna Savoca. Un’amica, una sorella, una Musa, molto di più. È così che parte l’intreccio che porterà a far luce su ciò che è accaduto la notte dell’omicidio, cercando di ripercorrere gli ultimi momenti di vita di Anna, alternati a capitoli in cui viene narrato il punto di vista dei vari personaggi coinvolti e a numerosi flashback di Giuseppe, che ripensa a tutti i momenti trascorsi insieme e non sa darsi pace per non essere riuscito a salvarla. Alla fine, si scoprirà una verità sconcertante che farà più male delle supposizioni iniziali; una verità che però permetterà di mettere in ordine i pezzi del puzzle e a fare pace con le proprie coscienze, nonostante il dolore perenne.

Si tratta di una storia travolgente, che prende. Un protagonista che, dotato di grande sensibilità, con le sue riflessioni ci fa entrare nella sua mente e nella sua interiorità, nel percorso introspettivo che lo porta ad analizzare il suo rapporto con la vittima. Siamo così partecipi del suo dolore, dei suoi dubbi e della sua voglia di fare chiarezza e giustizia. Ma soprattutto del suo senso di colpa per non essere riuscito a proteggere la donna che ama.

Tema dominante è proprio il senso di colpa, non solo di Giuseppe, ma anche degli altri personaggi coinvolti. Ognuno ha il proprio e ognuno lo percepisce in maniera differente, ma alla fine il risultato a cui conduce è lo stesso: la logorazione, della mente o dell’anima.

“Lo troverò, Anna. Troverò chi ti ha presa e abbandonata così, in  una stanza d’albergo di pessimo gusto. Non dovevi essere qui; avrei dovuto saperti proteggere e non ci sono riuscito. Gliele faccio ingoiare, quelle mutandine macchiate, a quel figlio di troia. Lo voglio vedere strisciare. Implorare un perdono che non deve avere per alcun motivo, e grondare sangue. Soltanto allora, forse, riuscirò a guardarmi di nuovo allo specchio. Sento che la colpa di tutto questo, in fondo, è anche un pò mia, della mia assenza. Del mio egoismo. E fino a quando non sarò sicuro di averti dato giustizia, non saprò come perdonarmelo.”

L’unica pecca che ho trovato (ma si tratta di puro gusto personale) è il fatto che la fase delle indagini sia poco approfondita, viene affrontata in maniera superflua e veloce, mentre io avrei preferito che fosse sviluppata ulteriormente, dato che le premesse per poterlo fare ci sono tutte.

Il linguaggio è semplice, pulito e scorrevole, senza errori di sorta.

Che dire: complimenti Daniel!

E voi, l’avete letto? Aspetto un confronto!!!

 

Vostra Chiara

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