Blogtour di “PALAZZAMORE” di Barbara Villa

In collaborazione con l’autrice e con la Casa Editrice BOOKABOOK

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Un condominio qualunque a Milano abitato da persone normali, le cui vite si sfiorano, si incrociano, si intrecciano, senza sovrapporsi. Ognuno resta infatti al proprio piano, immerso nel proprio quotidiano.

Ma la realtà di tutti i giorni non è mai scontata, perché è fatta di sguardi, di emozioni, di cuori che palpitano e proiettano in cielo sogni e dolori. Così il palazzo diventa un luogo che racchiude in sé la vita in tutte le sue sfaccettature. Diventa un luogo dove non si ha paura di esprimere desideri, rimpianti, segreti, gioie. E ogni piano del condominio regala un’istantanea di vita.

Ecco a voi un incontro ravvicinato coi alcuni dei suoi protagonisti!!!

 

1- Signor Ambrogio, come ha conosciuto la Maria, sua moglie?
La prima volta che l’ho vista eravamo allo stadio, ormai una vita fa. Lei era con il padre e il fratello, mi sembra, io con un amico. I nostri sguardi si sono incrociati per un attimo e il suo si è conficcato nella mia pelle per sempre. Da quel giorno l’ho corteggiata ogni minuto. Mi piazzavo sotto casa sua e aspettavo che uscisse solo per guardarla da lontano. Il resto è storia. E anche geografia. Matematica, fisica, latino e tutto il resto.

2- Signora Maria, come ha conosciuto Ambrogio? Allo stadio. Inizialmente nemmeno ci volevo andare, poi San Siro è diventata un po’ casa mia. Lui era seduto due file dietro e mi guardava continuamente. Poi ha iniziato a corteggiarmi. Cioccolatini, poesie, lettere d’amore e siamo ancora qui.

3-Qual è il segreto che vi ha permesso non solo di stare insieme tutti questi anni, ma soprattutto di arrivarci innamorati e pieni di attezioni l’uno per l’altra, proprio come avete fatto voi? Non credo ci sia un segreto. Quando si ama bisogna anche imparare a rispettare. L’altra persona, i suoi spazi, i suoi tempi, i suoi interessi. E poi bisogna giocare tanto. Non prendersi mai sul serio. E se si discute bisogna poi fare pace subito. E andare a dormire sempre con il cuore leggero.

4- Siete sempre stati una famiglia felice, oppure la vostra stabilità è anche frutto di tempeste che avete superato e vi hanno temprato? Come in ogni famiglia abbiamo avuto i nostri periodi no. Ci sono stati dolori fortissimi e vuoti incolmabili, ma la cosa ci ha uniti ancora di più. Ho imparato che nella vita i dolori allontanano o avvicinano. Per fortuna noi siamo stati fortunati. O forse bravi.

5- Ambrogio: qual è la cosa che l’ha fatta innamorare di sua moglie? I suoi occhi dolci e la sua pelle morbida. O forse il suo modo di fare. Gentile e cortese con tutti. E anche perché è nerazzurra come me. E perché adesso mi vizia come non mai. Spero di non aver detto qualcosa di sbagliato. Ormai ho una memoria ballerina. Ma lei lo sa e mi ama lo stesso.

6- Maria: quando ha capito che si trattava dell’uomo della sua vita? Ho capito che Ambrogio era l’uomo giusto da subito. Era bello e brillante. Aveva una parlantina incredibile e poi era romantico e pieno di attenzioni. E soprattutto sapeva scegliere molto bene i cioccolatini più buoni.

7- Maria, come purtroppo sappiamo, Ambrogio è affetto da una malattia degenerativa che col tempo divorerà la sua memoria, e non solo..qual è la cosa che le fa piú paura?  L’Alzheimer è una brutta bestia. Ogni giorno cerchiamo di ricordare per non dimenticare. La cosa che mi fa più paura è che si dimentichi tutto e lasci cadere noi e il nostro amore.

8-  Ai nostri giorni i giovani sembrano spavaldi, ma in realtà sono spaventati da tutto: dai rapporti, dal futuro, dall’amore, dal creare una famiglia…ecco: quale consiglio vi sentite di darci? Dare consigli è sempre difficile, ognuno ha il proprio carattere e forse il proprio destino, ma per prima cosa bisogna tenere lontana la paura. La paura blocca e non ti fa vivere. E quindi direi a tutti i ragazzi di metterla da parte e buttarsi. Vivere appieno ogni cosa è la cosa più bella della vita.

 

BARBARA VILLA, nata a Milano nel 1972, vive a Pioltello con il marito. Dopo aver lavorato per una casa editrice come talent scout, oggi si dedica alla scrittura. “Palazzamore” è la sua prima raccolta di racconti.
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