Recensione di “PALAZZAMORE” di Barbara Villa

In collaborazione con l’autrice (prodotto fornito da Bookabook)

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“L’ho conosciuto per caso, ma chissà se poi è vero che esiste questo caso, secondo noi era scritto nel destino. La prima volta che io e Nathan ci siamo visti, ci siamo riconosciuti immediatamente. Sai, ci conoscevamo da prima, da prima del mondo. In quel momento ci siamo scambiati anima, cuore, pelle. Il suo sorriso splendeva bello e fiero nel mio, le mie guance rosse brillavano al sole. Quando ti scontri con l’amore non ci sono molte cose da dire. Gli occhi parlano per te. E i nostri ne avevano da raccontare.”

 

Titolo: Palazzamore

Autore: Barbara Villa

Genere: Romanzo

Editore: Bookabook

Anno pubblicazione: 2018

Pagine: 127

Formato: cartaceo

Prezzo: 11 €

Link d’acquisto: https://bookabook.it/libri/palazzamore/

 

Carissimi lettori,

oggi vi parlerò di un libro che per me è stata una piccola rivelazione: “Palazzamore” di Barbara Villa, edito da Bookabook. Si tratta di una raccolta di racconti, ognuno con protagonisti diversi , ma con un filo sottile che li lega: la vita, nelle sue più svariate forme e sfumature, sia positive che negative. Questi personaggi, come si evince dal titolo stesso, sono accomunati dal fatto di abitare nello stesso condominio, e ogni storia si snoda attraverso i vari inquilini che abitano negli appartamenti disposti sui vari piani. Qualcuno si incontra, qualcun altro si abbraccia, ma alla fine ognuno torna al proprio appartamento, con le proprie paure, i propri dubbi, segreti, gioie, dolori, rimpianti e riflessioni. È una vera e propria metafora della vita. Vengono toccati delicatamente e con sapienza numerosi temi, quali l’amore, la rabbia, il tradimento, la gravidanza, la delusione, la prostituzione, il riscatto, il dolore, l’anoressia, l’Alzheimer, l’omosessualità. Sottolineo “toccati delicatamente” perché questi temi non vengono affrontati in modo approfondito, ma vengono fuori attraverso le sensazioni e i pensieri dei protagonisti durante la narrazione, che spesso avviene in prima persona. Protagonisti che rappresentano tutte le categorie del genere umano, perché di tutte le età, ognuno col proprio passato alle spalle, e con sogni, desideri e speranze differenti.

Vi riporto qualche passo esemplificativo, tra quelli che mi hanno colpito maggiormente:

“Scusa, Marta, se non ti ho difeso, se non ho difeso quel “noi” che esplodeva di amore e di gioia. Ma io ti aspetto. E ti amerò anche in una prossima vita. Perché noi siamo destinate. Anche se questo mondo ancora non ci vuole.”

 

“I nipotini più piccoli sono spaventati, vogliono sapere che cosa ha il nonno, non l’hanno mai visto così e tutti cercano delle scuse credibili, ma la verità è che sono a pezzi. Tutti. Inizialmente le medicine hanno fatto effetto e insieme hanno ripetuto le stesse cose più volte, in modo che le tenesse a mente. Erano convinti che più ne sapeva e meno ne avrebbe dimenticate. Ma non è così. I giorni passano e i ricordi, per lui, sbiadiscono. Fino al giorno che, con una spontaneità disarmante chiede: «Ma tu chi sei?».

Tutto il mondo della Maria va in pezzi in quel momento. Cinquant’anni di vita persi in pochi secondi.

[…]L’Alzheimer si sta portando via ogni cosa […] Ormai passa quasi tutto il tempo a letto. Tra medicine, Tg che si dimentica un attimo dopo, il pappagallo e la Maria che, nonostante tutto, non lo abbandona. Anche se lui ogni mattina, le chiede chi sia. Lei gli sorride, ma dentro muore ogni giorno un po’ di più.”

 

“Vita mia, la verità è che mi manchi. Ci manchi. Dicono che il tempo cura le ferite, che farà sempre meno male, ma qui il tempo passa e io sento di non farcela senza di te. La tua mancanza si fa ogni giorno più forte. Eri troppo giovane, e quel tipo troppo ubriaco per guidare. Eppure non si è fatto scrupoli quella sera, si è messo al volante e si è portato via te. La donna della mia vita. […] Amavi farmi le sorprese e quel San Valentino volevi fosse speciale. Avevi una notizia importante da darmi. In quel pacchettino non c’era una cravatta, un orologio, un libro o un dolce. C’era la prima ecografia. La prima del nostro terzo figlio.”

 

“Papà, devi saperlo: tutte quelle promesse non mantenute hanno creato un cratere tra me e te, ma anche tra me e me. Mi hai reso rabbiosa e insicura. Fragile, malinconica e sola. Non credo nella gente e questo mi fa sentire diversa. Mi isolo perché del mondo non mi fido.”

 

“Avrei voluto gridarle che le bambine per bene hanno mamme per bene, che le pettinano e le abbracciano tutti i giorni. Un’infinità di “no” che mi mortificavano e mi rendevano ogni giorno più ribelle, sola e triste. Non mangiavo, o mangiavo e vomitavo e mi consumavo piano piano.”

 

Racconti molto brevi e concisi, punti di vista differenti che, grazie anche allo stile semplice e diretto dell’autrice, colpiscono le corde più profonde della nostra anima, dandoci uno scorcio della commedia umana, che ci permette di riflettere e, a volte, anche commuoverci. I primi amori, gli amori non corrisposti, gli amori impossibili e i tradimenti. Amori sognati, amori disperati, amori spezzati e amori negati. Ma tutti sotto lo stesso cielo.

Un romanzo leggero e scorrevole, ma non per il contenuto. Lungi dall’essere smielato, tra le pagine di questo libro troviamo un inno alla vita, e soprattutto all’amore che, nonostante tutto e tutti, non finirà mai.

Centoventisette pagine che pulsano all’impazzata, proprio come le vite e i cuori dei protagonisti.

 

E voi l’avete letto? Se sì, come l’avete trovato?

Un caro saluto,

Vostra Chiara

 

“Ma la cosa più grave è che mi rendo conto solo adesso di non aver mai smesso di amarlo, nonostante tutto e tutti. Nonostante me. E la mia testa dura che mi convinceva ad andare avanti, senza di lui. Che stronzata. L’idea, la testa e questo maledetto orgoglio. Amo Luca. Come la prima volta. Anzi di più. E dirlo mi riempie bocca, pelle e polmoni. Sì, amo Luca. Ma lui non lo saprà mai. Lui sposerà una tale Valentina. E il mio cuore avrà sempre un battito in meno.”

 

BARBARA VILLA, nata a Milano nel 1972, vive a Pioltello con il marito. Dopo aver lavorato per una casa editrive come talent scout, oggi si dedica alla scrittura. Palazzamore è la sua prima raccolta di racconti.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Tsukiko 月子 ha detto:

    Non l’ho ancora letto ma dopo questa recensione penso proprio che lo leggerò!

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    1. Grazie mille! Poi fammi sapere come l’hai trovato!! 🙂

      Mi piace

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