Recensione di “COME CHI SI AGGRAPPA AL FILO DEI RICORDI” di Sara Masiero

In collaborazione con l’autrice

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“Mi sento così vile, un’attrice d’un teatro di serie B, la maschera inutilizzata da secoli e poi all’ultimo minuto ripescata per la messa in scena più brutta del momento. Eppure sono stata così brava, per anni, a fingere d’essere una persona allegra, felice, vitale che quasi credevo davvero di esserlo. Io rimango sempre io. Ora che ho la necessità, il bisogno di sapere sto usando me stessa come teatrante. Chi sono? Che genere di persona sono diventata? Indosso mille maschere e mille abiti di scena ma non ricordo neanche più quale  di questi tanti personaggi che mi sono cucita addosso come scudi sia quello reale. E cosa sto provando davvero? Questo senso di colpa è reale?[…] Sono mai stata quell’amica sincera, pronta a dare sempre una spalla su cui piangere e a farsi in quattro per gli altri? Chi sono? Cosa sono diventata?”

 

Titolo: Come chi si aggrappa al filo dei ricordi

Autore: Sara Masiero

Genere: Romanzo rosa

Formato: pdf

Link d’acquisto: https://www.amazon.it/Come-chi-aggrappa-filo-ricordi-ebook/dp/B07DBQZVGG/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1527493122&sr=8-1&keywords=come+chi+si+aggrappa

 

Carissimi lettori,

oggi parto porgendovi subito una domanda: che amici siete?

È  questa la domanda che mi ronza in testa da quando ho letto questo libro di Sara Masiero, intitolato “Come chi si aggrappa al filo dei ricordi”.

Milano, febbraio 2009. La protagonista è Sofia, una giornalista di successo che fa la spola in giro per il mondo, intervistando personaggi famosi. La sua vita (ai propri occhi) è apparentemente perfetta: successo, denaro, bellezza, sesso, viaggi. Fin quando un bel giorno non incontra Silvia, una sua amica di vecchia data che le annuncia che sta per sposarsi e lei è stata scelta come damigella. È così che la maschera che si è costruita cade. Questa notizia improvvisa scuote Sofia e la risveglia dalla vita frenetica, vuota e finta che si è costruita negli anni, per sopperire alla mancanza degli affetti, all’insofferenza per una madre che crede di odiare, al dolore per la perdita del padre e quella dell’uomo che credeva di amare e, soprattutto, da sé stessa. Silvia non è un’amica qualsiasi, ma la sua migliore amica, nonostante non si vedano da anni, e proprio per questo le propone di rimanere a Milano per aiutarla coi preparativi delle nozze, fino al giorno della celebrazione; così Sofia, un po’ per il senso di colpa per essere sparita per tutto questo tempo, un po’ per la forte insistenza dell’amica, accetta. I mesi passano in fretta, e per la protagonista sono un’occasione per riflettere sulla loro amicizia, sul passato, sul tempo perduto e soprattutto per risolvere drammi personali che la tormentano da tempo. Sofia analizza e mette in discussione tutta la sua vita, soprattutto il rapporto con Silvia: entrambe hanno nascosto delle verità importanti a vicenda, e lei lotta con se stessa per decidere se rivelarle, rischiando di rovinare il loro rapporto, oppure continuare a tenerle segrete, evitando di perdere l’amica ritrovata. Alla fine, il gran giorno finalmente arriva, e… gran colpo di scena!!! Non posso dirvi di più.

“Se io adesso davanti a lei schiudessi realmente il mio vaso di Pandora? E se a schiudere il suo vaso di Pandora fosse lei? Quali ripercussioni queste scelte avrebbero sulle vite di entrambe? Sulla nostra amicizia? Da piccole c’eravamo promesse, scambio di sangue e dita incrociate, di essere amiche sorelle fino alla tomba, senza segreti senza bugie, ma adesso so che è vero il detto, la verità sta in fondo al pozzo, e questi segreti queste bugie ci stanno salvando. Potremmo raccontarci tutto, amiche sorelle di sangue, ma questo tutto non vale la pena. Siamo tutti ottimi attori a questo mondo.”

Personalmente mi è difficile valutare questo romanzo. Ho trovato la sinossi interessante, con dei buoni presupposti di partenza che avrebbero potuto sviluppare dei risvolti interessanti, ma che invece non sono stati approfonditi, lasciandomi un po’ perplessa. Non sono entrata per niente in empatia con la protagonista che, nonostante si porti sulle spalle le cicatrici del passato, ho trovato cinica, falsa e piena di autocommiserazione. Sebbene i suoi comportamenti possano essere dettati da un moto di ripicca, ribellione o dolore, non li giustifico. Soprattutto ho trovato insopportabile il suo voler continuamente sottolineare l’importanza di un’amicizia che (diciamocela tutta) troneggia su un piedistallo di bugie e cose non dette.  Al contrario, ho trovato affinità con Silvia che, nonostante sia un personaggio che commette pure degli errori (errare humanum est), rimane un’amica sincera e leale e una donna genuina.

Inoltre, sono tuttora sconvolta dal finale della storia, che trovo inconcepibile (non me ne voglia l’autrice), e qui mi fermo onde evitare di spoilerare.

Lo stile dell’autrice è abbastanza semplice e diretto, lascia molto spazio ai dialoghi e alle riflessioni introspettive della protagonista; la narrazione è in prima persona, alternata a numerosi flashback che consentono al lettore di conoscere il passato dei personaggi; proprio al riguardo, ho trovato piacevole il fatto che l’autrice ci sveli a piccole dosi dei passaggi fondamentali per comprendere i risvolti del racconto e le scelte dei personaggi. Unica pecca: la punteggiatura, in particolare le virgole; non ho capito se sia una scelta stilistica voluta dell’autrice, per rendere incalzanti alcuni passaggi, o se sia una mancanza…malgrado ciò, sono perdonabili.

Altra nota positiva: i numerosi riferimenti musicali, mai inseriti casualmente.

Nel complesso, un romanzo leggero che ci fa riflettere sul senso dell’amicizia e sulla sincerità nei rapporti.

E voi? Come vi comportereste se la vostra migliore amica si sposasse? Sareste felici per lei e sue complici nei preparativi, oppure spaventate e malinconiche?

 

Un forte abbraccio,

Vostra Chiara

 

“Anche lei sta recitando, finalmente me ne accorgo. Era così che ce la immaginavamo la vita dieci anni fa? Due attrici ognuna molto credibile nel proprio ruolo. Ho visto la nota dispiaciuta, il Sì che manca, nello sguardo triste di Michele mentre mi diceva che la vita non è un film. Perché Silvia ha deciso di annullarsi ed adattarsi, perché Michele ha deciso di lasciarla andare e non lottare per lei, perché insieme non sono più una cosa sola ma due persone che si amavano. La trama è inconsistente, l’amore non è mai per sempre. Vorrei saltare in piedi e gridarle in faccia di svegliarsi. Ma ciò che pensavamo fosse cosa unica e rara ormai non lo è proprio più. Nasce cresce poi finisce. Forse è vero che arriva una volta sola nella vita, forse è vero che perderlo ti cambia. E se le persone cambiano, questo sì che è per sempre.”

 

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