Recensione de “LA LUCERTOLA” di Giuseppe Novellino

In collaborazione con la Casa Editrice: Linee Infinite Edizioni

 

42197907_415119592351108_4714287710477484032_n

-Che volete sapere?

-Com’è successo.

-Si è appesa con una corda, a una trave.

-Perché?

-Perché era una creatura infelice…con la morte dentro.

-Ma le piaceva il sesso,l’amore.

-E proprio quella fu la sua rovina.

-Mi sembra assurdo.

-Che c’è di strano? La sua voglia era come il fuoco dell’inferno.

-I genitori la rimproveravano?

-Rimproveri? La mettevano in croce! Carmine, quel poveraccio di mio fratello, le diceva che era una sciagurata…una zoccola. Ma lei niente, capa tosta, seguitava per la sua strada. Solo alla perdizione doveva finire…e così è stato.

Tossisce, beve un sorso di vinello e prosegue: -Io avevo pietà di lei, cercavo di farla ragionare. Niente. Lei si prendeva le cinghiate di suo padre e dentro di me pensavo: “è giusto che una povera creatura deve essere così infelice perché le piacciono gli uomini? È meglio amare, che ammazzare o imbrogliare. Ma il mondo è fatto così: bisogna stare alle regole, e le regole le fanno i preti e i carabinieri.”

 

Titolo: La lucertola

Autore: Giuseppe Novellino

Genere: Romanzo (Giallo, Collana Thriller)

Editore: Linee Infinite Edizioni

Anno pubblicazione: 2018

Pagine: 206

Formato: cartaceo

Prezzo: 13 €

Link d’acquisto: https://www.lineeinfinite.com/la-lucertola

 

Alberto Gariello, giornalista ultracinquantenne, durante il viaggio di ritorno da un convegno tenutosi ad Amalfi, decide di deviare e fermarsi a Cedonia, un paese dell’Alta Irpinia, nonché suo paese d’origine in cui non mette piede da oltre trent’anni. È così che, ospitato da zia Celeste, crogiolandosi tra le chiacchiere, il buon cibo e il dolce far nulla, cominciano a riaffiorare i numerosi ricordi della sua gioventù, quando era un visitatore assiduo, e decide di annotarli per poter poi scrivere un libro su Cedonia: i primi innamoramenti, le marachelle e gli episodi bizzarri con gli amici, come quella volta che avevano visto i dischi volanti. Gli tornano in mente proprio quegli amici di cui non ha notizie da anni: Vito Caruso, Raffaele Vignatiello, Michele Arpai, Gerardina Appice, Rosalba e poi…Rachele. Rachele Cardone: il sogno erotico di tutta la comitiva maschile, una voluttuosa ragazza cresciuta prima del tempo, alquanto fuori dalle righe rispetto alla mentalità chiusa del posto, piena di vita e di sogni, che tragicamente si impiccò all’improvviso. Alberto è un po’ turbato da questa notizia, che sicuramente aveva appreso in passato, ma che la distanza gli aveva fatto sottovalutare e dimenticare. Ed è così che parte un tarlo nella sua testa, che lo porterà a prolungare la permanenza a Cedonia e a far di tutto per scoprire cosa sia successo davvero in quel lontano e tragico 13 settembre 1971. Attraverso informazioni, ricerche, incontri con vecchi amici e all’aiuto prezioso di Annamaria, la figlia di Raffaele, alla fine Alberto riuscirà a ricomporre i pezzi di una verità celata male da un paese bigotto, e inoltre, sarà custode di una terribile scoperta e un grande segreto.

Personalmente ho letteralmente amato questo libro per tre motivi ben precisi:

-innanzitutto per la trama coinvolgente e costruita molto dettagliatamente, precisa, chiara, lineare, senza strutture sintattiche complesse, che permette al lettore di leggere e acquisire tante informazioni, senza mai perdere il filo;

-in secondo luogo, per l’ambientazione e il confronto tra presente e passato: la descrizione dei luoghi, eseguita con un sottile velo nostalgico, mi ha colpito profondamente, perché in qualche modo mi sono immedesimata nel protagonista, nel suo sgomento nel ritrovare un paese totalmente stravolto dalla modernità e dallo scorrere del tempo; tutto ciò mi ha ricordato molto il paesaggio del mio paese d’origine, coi suoi calanchi, la vastità delle terre bruciate dal sole e gli edifici nuovi che si accumulano negli anni. E mi ha ricordato anche un po’ il testo de “Il ragazzo della via Gluck” di Celentano. Vi riporto qui un tratto:

Ha deciso: raggiungerà Cedonia dalla Stazione di Rocchetta Sant’Antonio, che gli ricorda tanto i film di Sergio Leone. Quando arriva in prossimità di quest’ultima rimane deluso. Vi hanno costruito intorno un paio di capannoni, testimoni di una realtà produttiva improbabile; e poi le rampe d’accesso alla superstrada hanno alterato l’aspetto di quella landa un tempo desolata, di quel nodo ferroviario deserto. Prova lo stesso disinganno quando giunge alle porte di Cedonia. Il paese, da lontano, appare come una volta, appollaiato sulla collina con la parte rivolta ad est ormai nell’ombra. Tutt’intorno c’è un prevalere del giallo delle stoppie ma il paesaggio è segnato da tante cose nuove che si sono accumulate nel lento scorrere degli anni: due moderni silos per il grano, un capannone incompiuto sopra un poggio, alcune villette rurali sparse qua e là. Avvicinandosi, l’inganno cade del tutto. L’entrata non è più quella di una volta. Non ci sono più, ai lati del tratto rettilineo, le misere casette edificate dopo il terremoto del 1930. Al loro posto sono spuntati caseggiati moderni in modo piuttosto disordinato. Vicino al rustico altarino rurale che veniva chiamato Padreterno, sorge una brutta statua di Padre Pio, mentre la chiesetta della Santissima Trinità non si integra con l’edilizia moderna.

-in terzo luogo, per il lessico semplice e la punteggiatura utilizzata sapientemente e accuratamente, che permettono una lettura fluida e super scorrevole, con un ritmo veloce che conduce alla fine della storia con leggerezza, senza neanche accorgersene. Tutti presupposti, a mio modesto parere, di uno stile medio perfetto.

Inoltre ho trovato una nota positiva e un tocco di leggerezza nei rari dialoghi tra Alberto e la moglie, le loro sporadiche telefonate e le conversazioni che apparentemente non centrano nulla con la trama, ma che sono una buona dose di sarcasmo e ironia che mi hanno strappato qualche sorriso.

Un giallo capace di toccare temi importanti della nostra società, sicuramente alcuni più evidenti in Meridione, quali il contrasto realtà-apparenza, il rifiuto della sessualità e di ciò che non sia convenzionale, il finto perbenismo. Un caso da risolvere, ma anche un profondo spunto di riflessione; una finestra su un piccolo paese del Sud, da cui si possono fotografare atteggiamenti, tradizioni, scandali e tabù che potremmo ritrovare in qualsiasi luogo della nostra penisola.

Una città apparentemente accogliente, ma solo per chi vive di apparenza.

 

E voi lo avete letto? Come lo avete trovato?

 

Un abbraccio,

Vostra Chiara

 

“-Immagino che il perbenismo bigotto c’entri con la sua fine.

La suora guarda Alberto e abbozza un sorriso amaro. -Lei può comprendere solo in parte, perché è nato al Nord e a Cedonia veniva solo per brevi periodi. I borghesi del posto sanno bene come trattare realtà e apparenza. La realtà può essere quella che è, se è buona tanto meglio, se è cattiva basta che non si veda. Purtroppo la natura di Rachele era evidente e lei non faceva nulla per nasconderla. Quella fu la sua rovina. A Cedonia, come altrove, la cosa più preziosa è l’immagine. Non importa se sotto un’apparenza rispettabile si nasconda il marciume; e neanche la ricchezza conta più di tanto: il prestigio è il bene supremo. Bisogna essere additati come persone per bene e con una posizione a tutti i costi. Altrimenti il mondo crolla sulla testa.”

 

 

GIUSEPPE NOVELLINO nasce a Sondrio nel 1949 da madre valtellinese e da padre proveniente dall’Alta Irpinia. Laureato in Pedagogia, ha insegnato in diversi istituti con indirizzi differenti. Si considera un lettore forte, onnivoro, appassionato di storia, di letteratura e di filosofia. È un esperto di storia del cinema e del linguaggio cinematografico. Partecipa attivamente alla redazione di Art-Littersam, dove ha pubblicato numerose presentazioni e recensioni di libri di narrativa. È impegnato nel campo sociale, per la difesa dei diritti umani, della pace e della natura. Ha pubblicato i seguenti volumi:

  • “Bambini cose animali”, Casa Editrice “La Scuola” di Brescia – 1989;

  • “Sogni nella città”, Casa Editrice “La Scuola” di Brescia – 1990;

  • “Dinamite pura”, Casa Editrice “Albatros – Il Filo” di Roma – 2009;

  • “La vertigine e l’attesa”, “Edizioni Creativa” di Napoli – febbraio 2010.

LO SAPEVI CHE?

LINEE INFINITE nasce nel 2007 a Lodi dall’iniziativa di un gruppo di amici uniti dalla passione e dall’amore per i libri, con l’intento di promuovere e diffondere nuovi autori degni di nota, altrimenti esclusi dal mercato editoriale nazionale; un’attività che ha portato la realtà lodigiana a misurarsi con l’intero territorio nazionale, diffondendo i propri libri ed i propri autori in tutte le regioni d’Italia e promuovendo in ogni regione l’attenzione al radicamento culturale locale. Nel corso di anni di attività, la casa editrice ha pubblicato un centinaio di autori provenienti da tutta Italia, promuovendo i propri libri su tutto il territorio nazionale, attraverso la distribuzione nelle librerie e l’organizzazione di eventi e presentazioni in collaborazione con istituzioni, associazioni, esercizi commerciali, biblioteche pubbliche e private. La casa editrice ha partecipato a numerosi eventi espositivi (dal Book Festival di Pisa alla Fiera della Microeditoria di Chiari) e ha organizzato numerose attività culturali, tra cui il “Pandino Fantasy Books”, la fiera dell’editoria fantasy e del fantastico, in collaborazione con il comune di Pandino (CR), e il festival del libro e del fumetto “Laus Books and Comics” a Lodi nel 2015. Da qualche anno inoltre, Linee Infinite promuove la scrittura e la lettura negli istituti scolastici attraverso il progetto “Questa volta scrivo io!”: si tratta di un corso di scrittura creativa di quattro lezioni che viene proposto a scuole elementari, medie e superiori e che porta alla realizzazione di racconti di vario genere e alla loro pubblicazione in un libro. I libri di Linee Infinite Edizioni trattano prevalentemente di narrativa e poesia, ricercando nella differenzazione delle collane (fantasy, thriller, romantica…) il pubblico ideale per ogni libro. Numerose le pubblicazioni premiate, tra cui “Io Busketo” di Sergio Costanzo, un romanzo storico al cui centro domina la figura del duomo di Pisa e dell’architetto che lo progettò. Il libro, dato alle stampe nel 2010, ha vinto il premio Italia Medievale per la sezione Editoria nel 2011; ha poi ottenuto la segnalazione speciale il 22 ottobre 2011 alla 55° edizione del celebre Premio Letterario Nazionale Pisa, indetto dal Comune e dalla Provincia di Pisa. Linee Infinite va oltre il concetto tradizionale di casa editrice, in cui i ruoli sono gerarchici e le scelte sono fatte da pochi iniziati, per creare una nuova forma di processo creativo: la progettualità editoriale partecipativa. Linee infinite si pone come una “famiglia editoriale”, una sorta di associazione di scrittori che, pur rispettando i processi tradizionali del prodotto, mira alla partecipazione corresponsabile di tutti gli attori al processo creativo, gestionale e promozionale del libro. Editori, editor ed autori lavorano insieme per realizzare l’opera che da tempo giace nel cassetto e fornirle quella opportunità che altrimenti sarebbe negata dai tradizionali canali distributivi. Lavorare insieme significa fare emergere il proprio talento, significa collaborare a progetti collettivi, significa aiutarsi reciprocamente affinché il proprio lavoro e quello degli altri autori venga conosciuto e apprezzato. Un lavoro collettivo per un unico risultato: scrivere. Linee Infinite è un progetto che vuole consentire a scrittori esordienti di entrare a far parte a tutti gli effetti del panorama letterario, mettendo in risalto le qualità degli autori e delle opere, senza dimenticare le inevitabili logiche del mercato, ma proponendosi come un’alternativa alla cultura omogeneizzante che segue sovente le sole regole del marketing e della scrittura creativa. Per intenderci: un mercato che segue l’opera e non un’opera che segue il mercato. L’obbiettivo è di permettere alle idee di volare libere, di seguire quelle linee di percorso dell’animo umano che si perdono nell’infinito dei sentimenti e dei pensieri. Le linee infinite appunto. Per liberare le energie creative e poetiche che sono ancora nascoste nei cuori e nei cassetti. Per riunire uomini e donne che condividono l’amore per la scrittura. Per scrivere insieme.

Come pubblica? Linee Infinite Edizioni, dopo aver espresso un giudizio positivo sull’opera, proporrà all’autore un contratto di pubblicazione senza nessun tipo di contributo. La casa editrice in questo modo vuole supportare i propri autori nel difficile mondo dell’editoria, facendosi carico di tutti i costi relativi alla pubblicazione, all’editing, alla correzione, all’aspetto grafico, alla divulgazione e promozione del libro e supportando l’autore durante le presentazioni, eventi e manifestazioni editoriali.

Le categorie: –Narrativa

                          –Phantasia

                          –Saggi

                          –Thriller

                          –Romantika

                          –Fabula

                          –Juna

                         –Poesia

                         –ebook

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...