Recensione di “MORSI DI LUCE” di Silvia Marchesini

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Bentrovati amici del Mangialibro! Ieri ho concluso “Morsi di luce” di @silviamarchesini. Il libro in questione, insieme a tanti altri che pian piano recensiremo, ci è stato spedito da @lineeinfiniteedizioni, che ringraziamo ancora immensamente. Ma bando alle ciance e parliamo del libro in questione. Trattasi di un romance che mi è piaciuto davvero molto e sotto molteplici aspetti e profili. 

La storia è ambientata nella Milano dei giorni nostri e narra di Greta, una ragazza comune, che studia arte e che cerca di ricomporre i pezzi della sua famiglia, ancora distrutta per il volontario allontanamento del fratello maggiore; e Chris, un cantante rock, destinato al successo, bello da far star male ed estremamente sicuro di sé. Il destino vuole che le loro strade si incrocino più e più volte, facendoli innamorare l’uno dell’altra. Peccato, però, che lo stile di vita di Chris, abituato alle feste mondane, allo sfarzo, a stare al centro dell’attenzione, mal si concilia con l’insicurezza di Greta. I due dovranno fare i conti con le loro diversità e cercare di superarle…Ci riusciranno? 

Dopo avervi dato un piccolo assaggio della trama (senza spoilerare troppo), aggiungo che ho trovato molto interessante la modalità di racconto dell’autrice, la quale è parte della storia ma rimane ai margini della stessa (se deciderete di leggerlo capirete a cosa mi riferisco). Mi è piaciuto, in particolare, che la storia sia stata raccontata attraverso le lettere di Greta indirizzate, quasi come una sorta di sfogo, alla nonna morta; attraverso le cartelle cliniche di Chris; attraverso dei messaggi. 

I due protagonisti sono ben caratterizzati. Ammetto che in alcuni frangenti della storia avrei voluto catapultarmi nel racconto per scuotere la protagonista ed invitarla a darsi una svegliata. L’insicurezza di Greta, di fronte al classico ragazzo bello e dannato che non deve chiedere mai, potrebbe urtare tutte le lettrici con un minimo di amor proprio. Vi assicuro però che sul finale rinsavisce, riprendendo qualche piccola rivincita.  

Il libro è sicuramente ben scritto, scorrevole e leggero (nell’accezione più positiva del termine). 

Da brava amante del rock, poi, ho amato i riferimenti musicali utilizzati.

È un libro che consiglio, perché fa rivivere tutte le sensazioni legate ai primi amori, quelli con la A maiuscola: farfalle nello stomaco, adrenalina e felicità a volte ingiustificata da un lato; gelosia, insicurezza e senso di annullamento dall’altro lato.  

È un libro che ha risvegliato la me adolescente e “rockettara” che perdeva la testa di fronte ad un’esibizione di Jon Bon Jovi, Billie Joe Armstrong, Jared Leto e molti altri. E poi, diciamocelo, a chi non è mai capitato di innamorarsi del proprio cantante preferito?

Vi lascio con uno stralcio del libro che rende perfettamente l’idea sul travagliato rapporto d’amore tra Chris e Greta: 

“Gli volto le spalle, voglio scappare, voglio far tacere quel dolore sordo e costante che la gelosia mi provoca e voglio ricominciare a respirare […]. Sento la presenza di Chris dietro le spalle e la sua voce bassa che dice: -Io volevo solo te. Ti volevo a tal punto da fingere di non vedere quanto fossi inadatta alla vita che ho scelto.- Mi giro lentamente e mi libero gli occhi dalle lacrime.

-Io sono ancora qui.-

-Lo so, ma stasera ho capito di non poter aspettare.-

-Aspettare cosa?-

-Che impariamo ad amarci per quello che siamo.-“.

Spero di potermi confrontare presto con voi, 

Un abbraccio, E.

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