Recensione di “SCRIVI” di Marianna Brogi

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Carissimi lettori,

oggi vi parlerò di un libro che ho trovato particolarmente profondo e riflessivo: si tratta di “Scrivi” di Marianna Brogi, edito da Geeko Editor.

Inizio parlandovi subito di una sua particolarità: ha  una struttura complessa, in quanto si tratta di una sorta di diario scritto nel 2015 da Dorotea, sottoforma di capitoli in cui di volta in volta si rivolge a due persone a lei care: Celeste e Marcello. Noi non sappiamo subito con precisione di chi si tratti, né che ruolo abbiano avuto per lei; ma attraverso un excursus nel suo passato, man mano che si susseguono i capitoli, riusciamo a ricostruire e comprendere le vite di questi due personaggi, fino a capirne la loro importanza: “nella tasca destra in alto”, citando le parole di Ermal Meta. Celeste e Marcello non centrano l’uno con l’altro,ma sono stati dei pilastri fondamentali nella vita di Dorotea, i porti sicuri della sua infanzia e adolescenza trascorsi a Pennabilli, un piccolo paese dell’Emilia-Romagna. Entrambi (non vi dirò nello specifico chi sono) sono scomparsi ormai da anni, lasciando dei vuoti incolmabili nella protagonista che l’hanno portata a fare scelte di vita sbagliate. E’ così che lei, presa consapevolezza, decide un giorno di dedicarsi a ciò che ha sempre amato fare, il suo dono e la sua vocazione più grandi che ha sempre lasciato in secondo piano: scrivere. E per farlo inizia proprio raccontando la storia di quei due pezzi del suo cuore, che in realtà non se ne sono mai andati.

Personalmente ho trovato questo libro molto toccante, scritto bene, curato e mirato. Non tanto per la storia in sé di Celeste e Marcello (sebbene mi abbia rapita e fatta commuovere), ma per l’amore e la passione che si percepiscono dietro ogni singola parola, e soprattutto per il dolore di una ferita che ancora pulsa e non si potrà mai rimarginare. Inoltre ho trovato le riflessioni personali di Dorotea molto veritiere e attuali; lei tocca vari tasti che appartengono alla vita di tutti noi: la crisi del 2008, il terremoto emiliano del 2012, l’insoddisfazione lavorativa della popolazione italiana. Ho trovato le sue critiche e le sue osservazioni molto intelligenti e argute. Alla fine è un libro che parla di tutto: dei suoi drammi personali, ma anche del dramma nazionale di un Paese in cui la gente, paradossalmente, ha di più, ma vive peggio.

Devo ammettere che ho fatto molta fatica a recensirlo, in parte per la struttura complessa, in parte per il suo contenuto delicato. Inoltre, per quanto riguarda lo stile, ho trovato la narrazione molto fluida e veloce, senza intoppi o passaggi pesanti.

Insomma, un libro incentrato su tanti temi come la vita, il dolore, la morte, ma nonostante ciò piacevole e scorrevole, grazie al tocco sapiente e leggiadro dell’autrice.

Sempre pronta a confrontarmi con voi,

Vostra Chiara.

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