Recensione di “LACRIME DI VIOLENZA” di Annie Lac

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Ciao carissimi,

oggi vi parlerò di “Lacrime di Violenza” di Annie Lac, che ringraziamo per la gentile collaborazione. Questo libro tocca un tema delicatissimo, che solo recentemente, purtroppo, sta toccando l’opinione pubblica: la violenza di genere. Qui la protagonista è Domi, donna dei giorni nostri che fa una vita comune. Lei ha una casa, un lavoro che le piace, una famiglia solida alle spalle, un’amicizia vera: insomma, nulla le manca, eppure non si sente pienamente appagata. Un giorno, proprio determinata da questo senso di ricerca continua, decide di partire da sola per trascorrere un weekend solo con se stessa, ma avventuroso. È così che incontra per caso Giacomo, e all’improvviso esplode un forte sentimento tra i due. Purtroppo però il loro è un amore a distanza , vivono in due città troppo lontane e Domi non riesce ad accontentarsi di un amore a puntate. Il tutto è aggravato anche dal fatto che in realtà lui è già fidanzato. Ma nonostante Giacomo abbia buoni propositi (la presenta addirittura alla sua famiglia) ed entrambi siano innamorati l’uno dell’altra, lei decide di fuggire. Vuole un amore quotidiano, vissuto nei minimi dettagli, senza distanze e attese. Così, distrutta dalla fine della relazione e incoraggiata dalla sua migliore amica, cede alle avances di Giuseppe, un noto importante cliente dello studio contabile presso cui lavora. Inizialmente lo fa solo per dimenticare Giacomo, una sorta di “chiodo scaccia chiodo”. Ma dopo poco tempo se ne innamora realmente, e di certo egli non fa nulla per non farla cascare ai suoi piedi: è un uomo di spicco, bello, di successo, ricco sfondato, affascinante, sicuro di sé, pieno di donne e di carisma. La corteggia insistentemente, nonostante i primi numerosi rifiuti, la cerca costantemente, la prende di mira. Insomma, inutile girarci attorno: ce le ha proprio tutte. Il perfetto cacciatore che insegue la sua preda. È così che Domi sente che può colmare i suoi vuoti interiori e inizia a frequentarlo prima e a innamorarsene poi. Ma non ha fatto i conti con degli strani segnali: Giuseppe alterna stati emotivi in cui è galante e affettuoso ad altri in cui ha manie possessive e di controllo, sembra quasi abbia una doppia personalità. Lei pensa sia pura e sana gelosia, tuttavia è infastidita, soprattutto perché è una donna espansiva e autonoma, abituata ad avere le sue libertà. Inizia a porsi delle domande, fino a quando arriva il giorno in cui Giuseppe le chiede di diventare per sempre la donna della sua vita. Ma quale vita?

Mi fermo qui con la trama, in quanto ogni informazione in più che vi darei vi rovinerebbe il resto del libro e i suoi effetti a sorpresa. Già, effetti a sorpresa in quanto come avrete sicuramente capito Giuseppe non è di certo lo zuccherino per cui si faceva passare all’inizio della loro storia, ma tanto, e sottolineo tanto, altro. Vi posso solo anticipare che è un libro profondo, una storia romanzata che potrebbe essere la storia reale di chiunque, di me, di voi, delle vostre sorelle, zie, madri, cugine, amiche. Un’analisi introspettiva dell’evolversi di una relazione malata, che spiega bene come una donna apparentemente intelligente, senza catene, senza paure, si ritrovi ad essere sottomessa subdolamente a un uomo malato, perché ha ignorato i segnali prima e giustificato gli stessi poi. L’unico errore che ha commesso? Lasciarsi andare al suo bisogno di sentirsi amata e desiderata, un bisogno che le si è ritorto contro e le è costato molto caro. Ormai siamo abituati a sentire storie di questo tipo senza scandalizzarci quasi piú. Donne che vengono bruciate con l’acido, donne picchiate, uccise, prostituite, violentate, stuprate, chi piú ne ha, piú né metta, tanto che vuoi che sia. E magari se l’è pure cercata! “Sai com’è, se ti metti una minigonna non lamentarti se ti stuprano!”; “Sai com’è, se non avesse chiacchierato col macellaio mentre era a far la spesa, si sarebbe risparmiata le botte”; “se non l’avesse lasciato, ora avrebbe ancora un volto”; “secondo me solo una stupida poteva stare con uno così”…praticamente giustifichiamo il carnefice e mai la vittima. Ecco, in questo libro Domi dà voce a queste donne, mostrando bene come avviene la loro involuzione, come subentri la paura anche nelle più coraggiose e come si arrivi a sopportare tutto per spirito di sopravvivenza (ridicolo no?). Vi lascio qui uno dei tanti stralci che mi ha colpito:

Ecco perché è pericoloso ed il motivo per cui io devo al più presto mettermi al sicuro. Devo volare via dalla gabbia. Lui vive in un sistema tutto suo, basato sulla paura, sul ricatto, sulla minaccia. Non è il mio mondo e non mi lascerò trascinare dentro oltre questo limite. Ho bisogno di aiuto. L’ho detto finalmente: ho sbagliato, il nostro non è amore e ho bisogno di aiuto. Tre passaggi che sembrano facili, ma che per chi è coinvolto sentimentalmente finge di non vedere, giustifica, spera di cambiare le cose, commettendo un grave errore. L’amore ti salva solo se ci credi e solo se è vero. Per me e Giuseppe non è stato così.

Come già detto non vi diró nulla di piú, perché ritengo che sia davvero un libro che vada letto, sia per il tema attuale (lo ammetto, è uno dei miei preferiti, tant’è vero che è anche il titolo della mia Tesi di Laurea), sia per il modus in cui l’autrice ha costruito la storia, sia per il suo stile scorrevole. Vi lascio un altro estratto finale, pieno di una speranza che non è mai stata persa dalla protagonista, nonostante tutto:

Ho messo ordine nella mia vita, ho lavorato e sto lavorando tanto su me stessa e ora mi rimane solo una cosa da fare, la più importante per me. Io non ho mai dimenticato, non ho permesso che il mio sentimento per Giacomo sbiadisse. Era solo custodito nel profondo del mio cuore. Gli ho promesso che ci saremmo rivisti un giorno se fossi sopravvissuta. Sono viva e sento di essere degna di lui e della sua amicizia. Sono passati ormai due anni dall’ultima volta e la nostra foto del nostro cinque ottobre è esposta in bella mostra nella mia sala. Quello è l’amore che voglio e lo cercherò nella mia vita.”

Aspetto volentieri un confronto con chi l’avesse già letto o lo volesse leggere.

Vostra Chiara

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