Recensione di”FERMENTO DI FALESIA”, di Stefano Giannotti.

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Carissimi lettori, eccoci di ritorno con una nuova recensione! Questa volta ho affrontato un genere particolare, da noi ancora non trattato, ma forse tra i più difficili nell’ambito letterario: la poesia. Si tratta di “Fermento di Falesia” di Stefano Giannotti già a noi noto per un meraviglioso libro scritto in prosa e già recensito. La difficoltà nello scrivere poesie è sicuramente enorme, data dal particolare connubio di forme d’arte che questa porta in sé. Parliamo di una prosa legata a regole metriche, composta in versi, che la accomuna alla canzone solo per la musicalità di cui è pregna e che rende la poesia un misto tra letteratura e musica, capace di esprimere con estrema intensità i pensieri e i sentimenti sentiti da chi le compone. Un’arma a doppio taglio, che a volte trafigge il cuore e l’anima, a volte lascia dubbiosi, che a volte può addirittura risultare incomprensibile. Ma venendo a noi, in questa raccolta di poesie, l’autore decide di mostrare al lettore la parte forse più intima e personale di sé, usando l’enorme potenza delle parole. Parla della sua infanzia, della sua Falesia, dei profumi, dei rumori, dei suoni, delle persone. Parla delle strade che vivono nella sua memoria, parla dei vicoli, delle piazze, della sua famiglia. Uno scorcio incredibile nella vita dello scrittore, il quale cerca, rispettando la metrica e i versi imposti dalla forma poetica, di tramutare la sua memoria in arte, rendendola viva, pulsante, lucida ai nostri occhi.
La poesia, ancor più della musica forse, risponde ad esigenze personali e, a mio parere, difficilmente può essere sottoposta a giudizio. Anche in questo caso, per chi legge, sarà difficile scorgere la fatica e l’impegno che lo scrittore ha messo nel comporre, risultando la lettura piacevole e scorrevole, allo stesso tempo talvolta (forse volutamente) criptica, enigmatica, sintetica. Come ogni forma d’arte la poesia si muove a braccetto con la nostra personale opinione, con ciò che siamo e che sentiamo, e con ciò che vogliamo concedere alla stessa di trasmetterci.
Ne consiglio la lettura, ma una lettura prudente e cauta, perché ritengo che sia indispensabile calarsi nei panni di chi scrive (cosa agevolata dal prologo) e cercare di lasciarsi trascinare dal susseguirsi delle parole e dei versi.
Spero vivamente di poter avere un confronto con voi!
Un abbraccio.
Vostra, Ilaria.

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