Recensione di “MAGARI DOMANI RESTO” di Lorenzo Marone

 

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Ciao a tutti, amici del Mangialibro! Anche oggi è tempo di una nuova recensione, quindi, bando alle ciance e parliamo di “Magari domani resto” di Lorenzo Marone.

Ho acquistato il libro qualche giorno fa alla Feltrinelli, insieme a Cecità di José Saramago (che desideravo da tantissimo tempo e che non vedo l’ora di iniziare). 

A primo impatto mi ha attirata la copertina, dandomi l’impressione che potesse essere un libro adatto alla stagione estiva. Dopo aver letto la trama, poi, non ho potuto fare a meno di acquistarlo, mi è sembrato proprio un segno del destino che io dovessi leggerlo. La storia, ambientata a Napoli nei Quartieri Spagnoli, narra di Luce Di Notte, una giovane donna, una “femmena” del sud che, dopo anni di gavetta riesce finalmente a diventare avvocato (ciò che anche io spero di diventare) e si trova alle prese con la sua prima causa: l’affido di un minore. Peccato, però, che questa causa, “gentilmente” cedutale dal titolare dello studio in cui lavora, le stravolgerà la vita.

Ho talmente tante cose belle da dire su questo libro che non so da dove iniziare!

Parto col dirvi che non conoscevo l’autore, questo è il primo dei suoi libri che leggo e, se non avessi saputo che a scrivere la storia è stato un uomo non ci avrei mai creduto. L’autore, infatti, ha descritto la protagonista meglio di come avrebbe potuto qualsiasi donna: ne ha evidenziato forza e debolezza, mettendo in luce delle caratteristiche cui, sono sicura, ciascuna di noi non farà fatica a riconoscersi.

Il libro è molto scorrevole, l’utilizzo di espressioni dialettali napoletane permette all’autore di addentrarsi ancor di più nella vicenda e nel suo contesto sociale e paesaggistico.

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati: la ferrea disciplina e morale della madre di Luce, sarta e catechista devota, l’esperienza e la sensibilità di Don Vittorio, un anziano vicino di casa di Luce, con un passato commovente e tutto da scoprire, e così via per tutti i personaggi coinvolti.

Questa storia fa vivere al lettore emozioni completamente diverse tra loro, a tratti ho riso di gusto, a tratti ero sull’orlo del pianto. 

E’ una storia plausibile, vera, di una persona comune che, sin da bambina, a seguito della perdita del padre, ha dovuto imparare da sola a cavarsela e a stare al mondo.

Insomma, un libro che, una volta iniziato, non riesci a smettere di leggere. Per questo è un libro che mi sento assolutamente di consigliare! Vi lascio con uno tra i tanti passi del libro che mi hanno colpita: “Anche le cose brutte sono racchiuse in una parentesi, perché pure loro passano. Se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è che non esistono parentesi tonde o quadre, nessun inciso o intervallo, le cose, belle o brutte che siano, te le trovi all’improvviso davanti, quando vai a capo, e forse è una fortuna, perché altrimenti basterebbe evitare le parentesi per condurre una vita serena. Solo che a saltare gli incisi la frase si accorcia e giunge presto il punto finale”.  Vostra Enrica.

 

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